venerdì 12 dicembre 2014

Claudio Di Scalzo detto Accio - Adriano Gabriele Gagetti: BARBIERI VECCHIANESI





Claudio Di Scalzo - Adriano Gabriele Gagetti detto Cacio

BARBIERI VECCHIANESI


CARI AMICI VECCHIANESI E SE SCRIVESSIMO SUI BARBIERI DI VECCHIANO? (dai commenti al post del weblog "Vecchiano un paese")

(Gabriele Adriano Gagetti) - La foto mi ricorda, essendo il Mago al centro, Vecchiano quando al paese c'erano i tre parrucchieri e taglia barbe, Gianfranco il Mago, Varese e Vittoriano. Qualcuno mi aiuti se ce ne fossero altri - per il resto bisognava passare al femminile fra le quali ricordo Agnese.

(Gabriele Adriano Gagetti) - Queste persone passando per il Mago mi evocano un mare di ricordi e aneddoti, che spero di poter trovare il tempo di raccontare.






(Claudio Di Scalzo detto Accio) - Ecco! offro un titolo che possiamo svilupparlo assieme: "BARBIERI DI VECCHIANO". Specifico Vecchiano! perché poi, a mio avviso, il barbiere che merita un romanzo, e non bozzetti umoristici, bensì una narrazione "seria", anche tragica, è Il Pazzo: Fatticcioni Paolo


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giovedì 11 dicembre 2014

Mariano Nencini: La partita era una zingarata per ridere. La politica non c'entrava affatto. Risposta a Luciano Marianetti





Mariano Nencini
La partita era una zingarata per ridere. la politica non c'entrava affatto.
(Risposta a Luciano Marianetti)


Cari lettori del weblog “Vecchiano un paese” …questa partita (che CDS commentò nel maggio 2011 dopo che gli ebbi spedito la foto in questione: "Accio ci riconosci in questa foto?") non era una partita seria ma una zingarata... e finiva sempre a secchiate, la facevamo per ridere e... se qualcuno la veniva a vedere e rideva tanto meglio, le maglie erano di una attività commerciale... i giocatori, per rassicurare chi parla di “discriminazione politica” (Luciano Marianetti, NdR), oltre ad essere frequentatori della Pergola alcuni erano figli di REPUBBLICANI , esempio Massimo Magagna, Francesco Micheli ed anche io...  ringrazio Gabriele Adriano Gagetti che ha dato modo di rispolverare questi ricordi.




Claudio Di scalzo: A-B-C-D-F sul weblog “Vecchiano un paese”, a partire dalla foto della partita vecchianese commentata da Gagetti e Marianetti L. con risposta a Mariano Nencini







Claudio Di Scalzo detto Accio 
A-B-C-D-F sul weblog “Vecchiano un paese”
(a partire dalla foto della partita vecchianese commentata da Gagetti e Marianetti L.)

Riprendo da Facebook come commento in calce al post in merito alla partita: “ringrazio il Gagetti per il suo impegno ma di questa partita credo che non sia tanto informato... (Mariano Nencini)

Cari lettori del weblog “vecchiano un paese”, cari collaboratori, caro Mariano…
Mi preme ricordare, mentre saluto tutti con un sorriso amicale, che A) La foto con relativa didascalia compare, in prima battuta, sul blog in data Martedì 15 marzo 2011 con didascalia di Mariano Nencini; B) Gabriele Adriano Gagetti mi ha chiesto se poteva commentarla con la sua interpretazione (svoltasi in tre puntate) ed io ho dato il mio assenso perché foto già pubblica C) all’illustrazione di AGG si è aggiunta quella di Luciano Marianetti che io ho prelevato, dall’amico FB, sulla sua bacheca e che LM ha poi ulteriormente, e ciò mi fa piacere, condiviso. D) Il weblog “Vecchiano un paese”, che riprende nel titolo il mio libro feltrinelliano, del 1997, “Vecchiano un paese. Lettere ad Antonio Tabucchi” (dove le vite narrate sono tutte “alla pari” usando il genere lettera indirizzata all’autore nostro compaesano. Ci tengo a precisarlo. Cosa di cui ebbi a discutere con l’autore del “Sostiene Pereira” che si aspettava dei distinguo tra chi fa letteratura e chi no), ha ripreso le pubblicazioni dopo due anni di sosta per altri miei impegni, e trova, dovrebbe trovare nei miei disegni, vivificazione nelle narrazioni, le più diverse, per interpretazione di fatti vecchianesi, linguaggio, eventi, foto, date e così via; andando oltre a certe separazioni ideologiche che io so esistono nel mio paese natio, e di cui io, fino al 1976, data in cui ho smesso di fare politica, sciolta Lotta Continua, pure appartenni. Come scrittore a me interessano tutti i punti di vista orali e narrativi. E di essi è responsabile chi si firma. Io dei miei. I collaboratori dei loro. E) Il weblog “Vecchiano un paese” non intende gareggiare con il gruppo interessante “Né pisani né lucchesi” ma intende approfondire, linguisticamente, con forme di scrittura e immagini, il contesto vecchianese.

Mi preme ricordare che i miei spazi-web, non pubblicano pubblicità, né sono fonte di alcun lucro per il sottoscritto, e ciò lo testimonia l’Olandese Volante rivista transmoderna. Avendo, come firma centinaia di lettori al giorno (sono sul web dal 2000) e migliaia al mese, potrei ricavare euro dalle mie testate, anche questa è la coerenza di Accio. Per questo non affiderò mai, in futuro, né voglio ci siano rimandi alla mia scrittura, miei testi, alla “Voce del Serchio” che produce lucro per i responsabili e curatori. Credo nel “comunismo libertario” web ed agisco di conseguenza.




F) Ultimo punto, il più importante, se, caro Mariano, tu hai una visione diversa della partita, puoi scriverne, ed io ospiterò volentieri il tuo punto di vista. Con simpatia Claudio Di Scalzo detto Accio, che pubblicherà questo post come commento e come testo autonomo sul weblog ricordato. E mi scuso per la lunghezza.






mercoledì 10 dicembre 2014

Sandro XXX sulla questione dello "scrimbolo" scrive ad Accio che rischia di diventar "taugiano" nel propagarne l'interpretazione


Donna sullo scrimbolo d'un pianoforte a coda
segue con la coda dell'occhio il pianista 
che sta per passare ad un allegro 
con brio taugianesco




SANDRO XXX

Sulla questione dello Scrimbolo
(a discettarne si rischia di diventar taugiano)

O Accio! A son di stà lontano, vedi, poi le'ose si rimesculino in un pastone da cuniglioli, e te propaghi'r verbo de lo scrimbolo...  anzi, ci fai sopre le veroniche, le'apriòle, i ghirigori... E accidenti a me che ti sto ghietro, 'nvece di stughià... Bada'm popo' d'un doventà Taugiano, piuccheartro... Abbraccione da Vecchiano (Veclano!), bicchieri d'amaro Auser e fiasco der vino alla portata! Sandro xxx


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Luciano Marianetti: La "memorabile" partita alla quale non giocai





Luciano Marianetti

La "memorabile" partita alla quale non giocai

Una piccola intercessione alla formidabile memoria di Gabriele Adriano Gagetti, nel senso che in quella memorabile partita , alla quale non capisco neanche ora perché io , mio fratello,ecc non giocò nessuno forse per una legge non scritta che i figlioli dei repubblicani non potevano quella sera oppure xchè forse si giocava , non io ma almeno Giorgio Marianetti un po’ meglio , fatto stà che al mitico e scomparso Gabbani non gli passarono quasi mai la palla anche perché quando lo chiamavano Gabbiani oppure Gabbioni ....e la serata cmq , e lì almeno c'ero , finì dalla Da MARY Pizzeria-Ristorante a Nodica ... ve lo immaginate se ci fosse stato FB a quei tempi.


Solo per pura informazione al Ristorante Pizzeria di Nodica , a quel tempo erano aperti anche alle due di notte come il Boss a Migliarino , e la cosa tornava perché i Bar chiudevano all'una o meglio x i vecchianesi al Tocco ( n.d.r. ricordo che esisteva a Vecchiano un amico di cui non ne ricordo più il nome ma qualche suo parente sì e che stava vicino all'Albergo Baldacci che chiamavano infatti Tocco/Tocco nel senso che andava a letto al tocco e si alzava al tocco ... un must della goduria di allora !) ... volevo dire allora che quella sera rigorosamente penne alla Da MARY Pizzeria-Ristorante e Scandiano , un vino frizzante della Romagna secondo noi addirittura meglio del Lambrusco … Bona!


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Luciano Marianetti: Sopra la ricostruzione di "Canaccio da dissi"


Ricetta pendente de "La Carabaccia" - Foto e pietanza di Luciano Marianetti




Luciano Marianetti

SOPRA LA RICOSTRUZIONE DI "CANACCIO DA DISSI"

Stamani all'alba, ancora nelle braccia di Morfeo, mi ha fatto grande piacere un post dell'amico concittadino all'estero Gabriele Adriano Gagetti, il quale con dotta enunciazione letterale dissertava sulla allocuzione vecchianese " Canaccio di dissi ", una espressione dialettale che mi è ritornata nella memoria , avendola sentita svariate volte in paese ormai da tempo immemore . L'amico giustamente ne ricordava le radici storiche o meglio paesane in serate al Bar dove la presenza del Curato Don Franco , notissimo tifoso della Juve , doveva mitigare le colorite espressioni dei presenti .

Al di là dell'aspetto storico della nascita dell'espressione suddetta, giova ricordare che anche altre espressioni dialettali hanno da sempre dovuto deviare dalla origine completa che poteva sfociare in una bestemmia bella e buona , mi riferisco ad una altra che un amico ex assessore lucchese ama ripetere sempre e dovunque, "Cane avvelenato " tanto per rimanere nel campo degli amati animali e per finire con una altra simile , che mio fratello usa spessissimo , vale a dire " Madonna bonina "! A presto e per non annoiare il lettore termino qui!  Luciano M. by Vecchiano City


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martedì 9 dicembre 2014

Adriano Gabriele Gagetti: Ricordi sopra una squadra di calcio vecchianese (Terza puntata)








Adriano Gabriele Gagetti

RICORDI SOPRA UNA SQUADRA DI CALCIO VECCHIANESE
(Terza puntata)



VIII

Quella lontana partita me la ricordo come fosse ora- sugli spalti stavano tutti quelli che Giocavano veramente al calclo e in campo quelli li' - soltanto a vedere il GABBANI che impersoniificava il GATTUSO dei poveri lasciammo lacrime di risate sul cemento degli spalti. Era anche il tempo delle secchiate e quando i presenti si accorsero che fra i presenti non vedevamo ne' Satariano ne' Artiglino capimmo che oltre alle lacrime gli spalti e anche noi avrebbero avuto come fu una bella dose di secchiate. Gattuso non era ancora nato - ma si vede che la notizia arrivo' in Calabria senza che noi ne fossimo al corrente.


IX

Prima di arrivare al Gabbani che merita un capitolo a parte mi soffermo sul bimbo della Rolanda, al secolo Massimo Martelli; in uno dei miei racconti ho detto che in quegli anni spopolavano i Caballero - Massimo ne fu uno dei massimi esponenti insieme al Consani e a Enzino. Ricordo ancora quando passavano in assetto di moto tali da sembrare degli Spitfire e Massimo spiccava per la sua fluente chioma. Massimo (non mi ricordo avesse un soprannome) era caratteristico per una espressione: - quando passava una bella gnacchera - lui si passava le mani sul viso e mentre le mani strusciavano il viso a mo di mestolo in un tuttono dalle fessure delle dita sentivi uscire un umettato " CHEE TTOPA MI FA MORI" . Brava persona Massimo anche lui cranio dotato come me.



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