lunedì 9 dicembre 2013

Dizionario Vecchianese: "Scrimbolo" - Di Scalzo/Gagetti






Di Scalzo - Gagetti


DIZIONARIO VECCHIANESE

SCRIMBOLO

(Claudio Di Scalzo detto Accio) - Lo scrimbolo può definire tutto ciò che separa in due parti. Stando il soggetto in una di esse. Un commensale di Lucca (quindi il vernaholo vecchianese s’intride di quello lucchese in molte voci) che ad un pranzo di nozze era toccato il posto proprio nell’an­golo del tavolo esclamò: “Porca vacca! mi tocca sta’ proprio nsullo scrìmbolo!”. “Non star sullo scrimbolo” era usato, a Vecchiano, dalle mamme che tenevano d’occhio i figli mentre giocavano perché non corressero rischi, “vienivia dallo scrimbolo!” . Un gioco dei monelli era di pencolarsi, anche Accio che qui scrive lo faceva, sullo scrimbolo: di un fossato, di uno “smaltino”, di un muretto. Si dormiva sullo scrimbolo se ti ficcavi nel letto dei genitori o ti ci spedivano perché volevan fa’ lor cose d’amor! 


Gabriele Adriano Gagetti) - Bella espressione ancora oggi usata - mentre con la lenta scomparsa del vernacolo lucchese ipotizzo che anche il vecchianese che conosciamo abbia subito delle mutazioni verso il pisano che non è la connotazione naturale del vernacolo primigenio. Un dato che ho potuto verificare che il nostro vernacolo è sempre stato tipico del Paese mentre nelle frazioni si scivola verso quel melting pot di vernacoli che molto probabilment hanno contributio alla formazione del nostro vernacolo. In ogni caso lo scapeggio, il muglio e l' Allllòòòra aperto e beffardo non hanno eguali altrove. In ordine di ipotetica scrittura la frase è questa: ----- Alllllòòòòraah! Parte il muglio secco a bocca stretta con cipiglio severo, seguito da uno scapeggio evidente............dopo escono i vari topino di nidio o nighio da cui deriva altro termine vecchianese "NIGHIONE".
Lo scrimbolo si associava ad un altra parola vecchianese: - Sta attento bimbo sei sullo scrimbolo, se fittoni picchi una cerchialata. Vi torna? - FITTONARE e CERCHIALATA.

In effetti al posto di STA ATTENTO era più facile sentire BADA BIMBO.


...CONTINUA




martedì 27 marzo 2012

Claudio Di Scalzo: Antonio Tabucchi grande vecchianese è morto. Con un commento di Marilena Nencini e una risposta




Claudio Di Scalzo: "Antonio Tabucchi" - 25.III.2012







ANTONIO TABUCCHI GRANDE VECCHIANESE E' MORTO


Ieri è morto un grande vecchianese. Per me il figliolo di Adamo e della Riesa. Che ricordò mio padre Lalo in un suo scritto. Ha affrontato il male, un cancro, all'altezza dei suoi padri, da coraggioso. Era un uomo coraggioso, molto.

Negli anni Novanta ho imparato tanto da lui quasi ogni giorno a Vecchiano, le migliori lezioni letterarie preparando fenomenali pastasciutte e litigando come si dice da noi”a torce nere”, e poi in giro per la Toscana. Spesso a raggiungere in venti minuti lanciati sull’autostrada, dai Accio vediamo se sei all’altezza della fama d'uno che sfrisa i gardrail!, Livorno: per bere il Ponce alla livornese… o scollinare verso Arezzo per ammirare Piero della Francesca. E il giorno seguente leggere il racconto che ne era nato dal suo quadernetto. Stavo con lui anche in altre cene, non a Vecchiano, ma in Via Andegari, palazzo Feltrinelli, casa e bottega dell’editore. Pakistani in guanti bianchi servivano vini che valevano metà del mio stipendio d’insegnante. Me lo versai da solo togliendolo di mano al domestico. Fu un gesto troppo “ugualitarista”, non eravamo più ai tempi di Babeuf, tra tanti antiberlusconiani dentro una scelta scala sociale. Non fui più invitato. Non fu una grande perdita. C’erano scrittori a tavola che erano l’equivalente delle veline, ai miei occhi non erano credibili anche se il giorno dopo avrebbero scritto su Repubblica. Antonio Tabucchi lo sapeva. Però il mio “estremismo etico tra un francescano e un monello senza sterzo” lo irritava. Ma su questo avevo ragione io: Berlusconi è inciampato perché l’ha deciso un capitalismo più forte del suo non per le battaglie in TV da Santoro. Nobili, certo, ma inutili. La TV, il sistema dello spettacolo, usa tutti. Anche chi ha scritto “Il gioco del rovescio”.


Un tempo scrissi a lui indirizzate un libro di lettere e fotografie. Un libro che ho caro: c’è la mia biografia e la sua biografia in un piccolo paese che va verso il mare: Vecchiano, dove siamo nati entrambi. I suoi libri di racconti e romanzi resteranno nella letteratura italiana ed europea perché in essi appare oltre a Pessoa e ogni scelta narratologica postmoderna... proprio quello che non amava rivelare, la crudeltà smagata sulla vita che gli veniva perché figlio di un fenomenale barista e di un’ostetrica che arrivava in bicicletta negli anni Cinquanta a far partorire le più "belle passere" del paese. Questo posso scriverlo perché sono uno strapaesano telematico. Lui questa linfa non la riconosceva adatta. Litigammo per questo. E la nostra amicizia, da vicino, finì.

Se ha scelto di riposare a Vecchiano, nel piccolo cimitero sulla strada che porta a via della Barra e al lago di Massaciuccoli-Puccini, gli porterò un garofano rosso. Lo faccio già per mio padre. Ne avrò tra le mani due.

Claudio Di Scalzo detto Accio


martedì 11 ottobre 2011

Claudio Di Scalzo: Il santuario della Madonna di Castello a Vecchiano nel 1944




Rara foto del Santuario della Madonna di Castello a Vecchiano nel 1944. La zona, il pisano e la Lucchesia, erano attraversati dal fronte: la V armata che risaliva da Sud e i nazifascisti asserragliati prima sull'Arno  e poi su Serchio e nella Lucchesia, provocarono lutti e distruzioni. I bombardamenti alleati danneggiarono pesantemente Pisa, compreso il Camposanto Vecchio in Piazza dei Miracoli. Anche il Santuario della Madonna di Castello, a pochi chilometri di distanza, subì la stessa sorte. Tetto perduto, e ogni dipinto danenggiato. Claudio Di Scalzo




    

martedì 15 marzo 2011

Mariano Nencini: Accio ci riconosci in questa foto?

   


FOTO E ROMANZO CORALE POSSIBILE


Mariano: Accio ci riconosci in questa foto? Cosa ci possiamo inventare sopra?

Accio: ...questa fotografia, caro Mariano, è un "romanzo"... se raccontiamo le vite che ci sono... avremo una trama che si biforca in tanti sentieri e che poi torna lì da dove è partita: un campetto di calcio che ora non esiste più. Nella foto ci sono miei cari amici, come "Mazzola". Scopro il "Maurino" per eccellenza. E l'immaginifico "Mago" al centro che dialoga con la sorte sportiva della vostra avventura facendo qualche gesto "propiziatorio". Nell'epoca del web i romanzi possono diventare corali come non è mai accaduto prima... Vecchiano con le sue "vite" potrebbe essere il primo esempio. Da tempo caldeggio una scommessa simile! che vada oltre la solita stampa su carta ed il solito fraseggio, da melina al centrocampo appunto!, ripetitivo on line! All'inaugurazione del Teatro Olimpia restaurato, il 9 aprile, ne parleremo.



giovedì 24 febbraio 2011

Graziano detto Mazzola scrive ad Accio e insieme ricordano il Pazzo. Da Facebook...



                                                                                                   Marina di Vecchiano e Versilia e strade. Cartina sentimentale di Accio del Pazzo di Mazzola


 RICORDO TRA LOTTA CONTINUA E IL SAINT LOUIS


Mitico Accio! manca solo il nostro Paolo, il Pazzo, e poi saremmo a posto. Da facebook, Graziano detto Mazzola.


Graziano detto Mazzola... ben arrivato su Facebook, su questo spazio di dialogo... dove sto soprattutto per i legami con i miei ex studenti e con i vecchianesi. Accio era un comunista atipico ed è diventato uno scrittore atipico e come frequentavo poco i politici di settore così non frequento i poeti e gli scrittori di settore addetti ai lavori anche sul web. Non rimane loro simpatico chi si firma Accio nel mentre che scrive. E loro non sono simpatici a me... a parte alcuni filosofi e autori che mi somigliano. Tu sei il custode di fenomenali storie orali, dove ci sono spesso anch'io, mettele insieme, mandamele che le pubblichiamo. All'inaugurazione dell'Olimpia, il nostro Cinema-teatro, se ci vediamo ti registro. Poi trascrivo in forma narrativa. I miei Blog e domani Olandese Volante dovranno accogliere anche l'oralità. Siamo stati una Via Paal ideologica che si è salvata perché poi c'era il Saint Louis e il Principino di Piemonte, Rivoluzione (parecchio recitata) e Versilia (parecchio praticata di sera di notte)... siamo stati la variante di LOTTA CONTINUA più avventurosa e divertente di tutta la Toscana! il Pazzo, il nostro indimenticabile barbiere di Nodica, Fatticcioni Paolo, a cui sei stato vicino, lo so, fino alla fine, vedendolo morire da Uomo, che non la dà vinta al piagnisteo e alla Morte che impone ogni inginocchiamento perché ti ha segnato con un cancro alla gola!... lo ritroveremo da qualche parte... son convinto che anche il Buon Dio ha bisogno di raccontatori come noi due... il Paradiso ce l'avremo quando sarà il momento... il Pazzo ci guarderà e scapeggiando dirà... Accio...Mazzola...siete invecchiati parecchio... ma qui si ringiovanisce... stasera vi porto a cena e pago io perché siete ancora poveri...  A presto Graziano... da ACCIO figlio di LALO




 

lunedì 31 gennaio 2011

Claudio Di Scalzo: La Balena che viene a morire a Bocca di Serchio

                   


LA BALENA CHE VIENE A MORIRE A BOCCA DI SERCHIO

Tra la Foce del serchio e il fiume morto e venuta a morire una balena. Il 26 gennaio.

Tra il soggetto consegnato al mito grazie a Melville e l’oggetto carcassa sulla sabbia studiato da addetti all’Arpat di Pisa e dell’università scorre, adottiamo la nostalgia per l’ottocento e per l’arpione del Capitano Achab.

Venti anni fa, e lo conservo come inedito, scrissi “la Balena sul Serchio” - Ne trascrivo l’Incipit…

“La Balena comparve a Vecchiano sul Serchio nell'anno 1899, in un giugno che intontiva persino le cicale. A vederla fu il ciabattino soprannominato "Lume". Le scarpe da risuolare lo assediavano nella sua bottega in via del Borgo e lì teneva sempre accesa una candela alla Madonna del Castello. (…)

E’ anche stordente per me scoprire che la fantasia si muove in anticipo sul Reale. Perché il simbolo viene sempre prima del concreto. E per questo motivo anche questa anonima Balena è salva nel disegno di Dio.

La foto e la notizia l’ho ricavata dalla bacheca di Anna Possenti su Facebook. Che saluto. Da qui. Claudio Di Scalzo detto Accio.

Claudio Di Scalzo - Anna Possenti: Sono la figlia del "Nini". Lettere su Vecchiano...

 

                                      Vecchiano, le antiche cave, il Serchio, Nodica


QUATTRO LETTERE SU VECCHIANO

Caro Di Scalzo, sono Anna Possenti la figlia del "NINI" di Vecchiano, le ho chiesto l'amicizia su Facebook perché mi piacerebbe intrattenere con lei discussioni su quello che era il mio paese quando ancora non ero nata, e su ciò che è diventato in questi anni... Lei non mi conosce ma io sì, per fama e grazie ai racconti di mio padre. Ricordo suo padre in bicicletta passare da casa mia d'estate e alzare la mano in segno di saluto verso il mio seduto sulla poltrona sdraio del mio terrazzo. Buona giornata. Anna

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Gentile Anna Possenti... ben volentieri accetto questo trait d'union Fb... leggo che adesso abiti in un paese che quando spiego Dante, il Dante del Canto di Ugolino, sempre ricordo. Da Ripafratta passo andando verso l'amata Lucca quando sono a Vecchiano... verso la Rocca salgo ogni anno in solitarie passeggiate neppure fossi Rousseau... è per me lietezza, lontano dalla mia terra, avere scambi con nomi che la mia heimat ricordano. Nella tua lettera mi riveli un'immagine di mio padre Libertario detto Lalo che mi riempie di gioia fino alla lucidezza delle palpebre... ho persino un weblog, "Vecchiano un paese", dove racconto Vecchiano... con storie che mi vengono dai vecchianesi... e sarò a V. per l'inaugurazione dell'Olimpia. Tuo padre, il Nini, è un personaggio e un uomo di una simpatia unica che dovrebbe avere il suo narratore, per battute fulminanti, autoironia, sguardo incantato sul mondo... l'ho conosciuto giovane come amico di mio cugino Angelo... e affettuosamente ci salutiamo incontrandoci... cara Anna mi scambierò volentieri con te... io prima o poi scriverò su mio padre il romanzo che merita... e su cosa è stata Vecchiano. Per me è il cuore pulsante del mio immaginario, e non per episodica abitazione, qui sta la linfa del mio essere anche se sono a Praga o ad Amsterdam perché li, a Vecchiano, è cresciuto Accio. Per ricordarlo mi firmo col soprannome chiudendo lettere ed a volte gli stessi miei scritti. Dunque un'amicizia su Fb - altre su questo network a volte diventano superficiali nei loro esiti - come la tua è per me un regalo di quasi primavera e mi convincerà a passarci più spesso di quanto faccia. Salutami il Nini e tuo marito. Dalle Alpi della Valtellina... Claudio detto Accio

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Che bello parlare con lei (te), fa sembrare un bellissimo paese anche Ripafratta!!! Per me vecchianese nata e cresciuta, Ripafratta, è solo un luogo dove dormire perché in realtà anche se non ci abito più, io vivo ancora a Vecchiano. Ed essendoci stata fino a 27 anni per 24 ore al giorno posso raccontarle molti aneddoti degli anni '80 e '90 in modo che possa capire quanto sia cambiato (in meglio o in peggio a lei l'ardua sentenza) il nostro caro paese natale e fare dei confronti tra i "vecchi" e i "nuovi" personaggi di spicco che si sono avvicendati sulle panchine di piazza Garibaldi. Ho letto i suo blog e “Vecchiano un paese” e mi piacerebbe trovarci passaggi in cui possa riconoscermi amch'io trentenne. Anna Possenti


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Cara Anna... ti scrivo sulla questione "paese". Come io la intendo. In me non c'è alcuna consolatoria visione verso il passato sempre migliore del presente. Penso il presente Duemila interessante. E lo vedo con la mia età. La letteratura toscana, in particolare, ha scritto molto sul "paese". Strapaese chi lo metteva al centro dell'universo, Stracittà di andava verso le metropoli. Oggi esiste il GLOCALE, globale più locale, e nelle nuove tecniche di comunicazione ma anche scrittura il locale di Vecchiano può diventare Globale in narrazione-immagine-suono! Qui sta il mio mestiere di scrittore-pittore in connubio completo con le nuove tecnologie. Vecchiano, però è, anche come altri paesi limitrofi, ancora custode di storie ed episodi non solo gustosi ma di vita che a volte è poesia. Dunque senza cadere nel folkloristico o nel bozzetto, oggi, una Comunità, un'amicizia web, allargata ad altri reali uomini e donne del paese, può condensarsi anche in qualcosa che è letteratura. Storia. Il weblog "Vecchiano, un paese" il cui titolo viene dal mio libro Feltrinelliano, è aperto. Anzi può benissimo ospitare tuoi contributi. E così la tua età sarai tu stessa a raccontarla. Chi meglio può farlo? scrivi brevi storie. Poi me le spedisci ed io le pubblico. Come faresti per Facebook... soltanto che qui, nel Weblog, avranno un contesto che non scade... A presto, Claudio detto Accio