martedì 11 ottobre 2011

Claudio Di Scalzo: Il santuario della Madonna di Castello a Vecchiano nel 1944




Rara foto del Santuario della Madonna di Castello a Vecchiano nel 1944. La zona, il pisano e la Lucchesia, erano attraversati dal fronte: la V armata che risaliva da Sud e i nazifascisti asserragliati prima sull'Arno  e poi su Serchio e nella Lucchesia, provocarono lutti e distruzioni. I bombardamenti alleati danneggiarono pesantemente Pisa, compreso il Camposanto Vecchio in Piazza dei Miracoli. Anche il Santuario della Madonna di Castello, a pochi chilometri di distanza, subì la stessa sorte. Tetto perduto, e ogni dipinto danenggiato. Claudio Di Scalzo




    

martedì 15 marzo 2011

Mariano Nencini: Accio ci riconosci in questa foto?

   


FOTO E ROMANZO CORALE POSSIBILE


Mariano: Accio ci riconosci in questa foto? Cosa ci possiamo inventare sopra?

Accio: ...questa fotografia, caro Mariano, è un "romanzo"... se raccontiamo le vite che ci sono... avremo una trama che si biforca in tanti sentieri e che poi torna lì da dove è partita: un campetto di calcio che ora non esiste più. Nella foto ci sono miei cari amici, come "Mazzola". Scopro il "Maurino" per eccellenza. E l'immaginifico "Mago" al centro che dialoga con la sorte sportiva della vostra avventura facendo qualche gesto "propiziatorio". Nell'epoca del web i romanzi possono diventare corali come non è mai accaduto prima... Vecchiano con le sue "vite" potrebbe essere il primo esempio. Da tempo caldeggio una scommessa simile! che vada oltre la solita stampa su carta ed il solito fraseggio, da melina al centrocampo appunto!, ripetitivo on line! All'inaugurazione del Teatro Olimpia restaurato, il 9 aprile, ne parleremo.



giovedì 24 febbraio 2011

Graziano detto Mazzola scrive ad Accio e insieme ricordano il Pazzo. Da Facebook...



                                                                                                   Marina di Vecchiano e Versilia e strade. Cartina sentimentale di Accio del Pazzo di Mazzola


 RICORDO TRA LOTTA CONTINUA E IL SAINT LOUIS


Mitico Accio! manca solo il nostro Paolo, il Pazzo, e poi saremmo a posto. Da facebook, Graziano detto Mazzola.


Graziano detto Mazzola... ben arrivato su Facebook, su questo spazio di dialogo... dove sto soprattutto per i legami con i miei ex studenti e con i vecchianesi. Accio era un comunista atipico ed è diventato uno scrittore atipico e come frequentavo poco i politici di settore così non frequento i poeti e gli scrittori di settore addetti ai lavori anche sul web. Non rimane loro simpatico chi si firma Accio nel mentre che scrive. E loro non sono simpatici a me... a parte alcuni filosofi e autori che mi somigliano. Tu sei il custode di fenomenali storie orali, dove ci sono spesso anch'io, mettele insieme, mandamele che le pubblichiamo. All'inaugurazione dell'Olimpia, il nostro Cinema-teatro, se ci vediamo ti registro. Poi trascrivo in forma narrativa. I miei Blog e domani Olandese Volante dovranno accogliere anche l'oralità. Siamo stati una Via Paal ideologica che si è salvata perché poi c'era il Saint Louis e il Principino di Piemonte, Rivoluzione (parecchio recitata) e Versilia (parecchio praticata di sera di notte)... siamo stati la variante di LOTTA CONTINUA più avventurosa e divertente di tutta la Toscana! il Pazzo, il nostro indimenticabile barbiere di Nodica, Fatticcioni Paolo, a cui sei stato vicino, lo so, fino alla fine, vedendolo morire da Uomo, che non la dà vinta al piagnisteo e alla Morte che impone ogni inginocchiamento perché ti ha segnato con un cancro alla gola!... lo ritroveremo da qualche parte... son convinto che anche il Buon Dio ha bisogno di raccontatori come noi due... il Paradiso ce l'avremo quando sarà il momento... il Pazzo ci guarderà e scapeggiando dirà... Accio...Mazzola...siete invecchiati parecchio... ma qui si ringiovanisce... stasera vi porto a cena e pago io perché siete ancora poveri...  A presto Graziano... da ACCIO figlio di LALO




 

lunedì 31 gennaio 2011

Claudio Di Scalzo: La Balena che viene a morire a Bocca di Serchio

                   


LA BALENA CHE VIENE A MORIRE A BOCCA DI SERCHIO

Tra la Foce del serchio e il fiume morto e venuta a morire una balena. Il 26 gennaio.

Tra il soggetto consegnato al mito grazie a Melville e l’oggetto carcassa sulla sabbia studiato da addetti all’Arpat di Pisa e dell’università scorre, adottiamo la nostalgia per l’ottocento e per l’arpione del Capitano Achab.

Venti anni fa, e lo conservo come inedito, scrissi “la Balena sul Serchio” - Ne trascrivo l’Incipit…

“La Balena comparve a Vecchiano sul Serchio nell'anno 1899, in un giugno che intontiva persino le cicale. A vederla fu il ciabattino soprannominato "Lume". Le scarpe da risuolare lo assediavano nella sua bottega in via del Borgo e lì teneva sempre accesa una candela alla Madonna del Castello. (…)

E’ anche stordente per me scoprire che la fantasia si muove in anticipo sul Reale. Perché il simbolo viene sempre prima del concreto. E per questo motivo anche questa anonima Balena è salva nel disegno di Dio.

La foto e la notizia l’ho ricavata dalla bacheca di Anna Possenti su Facebook. Che saluto. Da qui. Claudio Di Scalzo detto Accio.

Claudio Di Scalzo - Anna Possenti: Sono la figlia del "Nini". Lettere su Vecchiano...

 

                                      Vecchiano, le antiche cave, il Serchio, Nodica


QUATTRO LETTERE SU VECCHIANO

Caro Di Scalzo, sono Anna Possenti la figlia del "NINI" di Vecchiano, le ho chiesto l'amicizia su Facebook perché mi piacerebbe intrattenere con lei discussioni su quello che era il mio paese quando ancora non ero nata, e su ciò che è diventato in questi anni... Lei non mi conosce ma io sì, per fama e grazie ai racconti di mio padre. Ricordo suo padre in bicicletta passare da casa mia d'estate e alzare la mano in segno di saluto verso il mio seduto sulla poltrona sdraio del mio terrazzo. Buona giornata. Anna

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Gentile Anna Possenti... ben volentieri accetto questo trait d'union Fb... leggo che adesso abiti in un paese che quando spiego Dante, il Dante del Canto di Ugolino, sempre ricordo. Da Ripafratta passo andando verso l'amata Lucca quando sono a Vecchiano... verso la Rocca salgo ogni anno in solitarie passeggiate neppure fossi Rousseau... è per me lietezza, lontano dalla mia terra, avere scambi con nomi che la mia heimat ricordano. Nella tua lettera mi riveli un'immagine di mio padre Libertario detto Lalo che mi riempie di gioia fino alla lucidezza delle palpebre... ho persino un weblog, "Vecchiano un paese", dove racconto Vecchiano... con storie che mi vengono dai vecchianesi... e sarò a V. per l'inaugurazione dell'Olimpia. Tuo padre, il Nini, è un personaggio e un uomo di una simpatia unica che dovrebbe avere il suo narratore, per battute fulminanti, autoironia, sguardo incantato sul mondo... l'ho conosciuto giovane come amico di mio cugino Angelo... e affettuosamente ci salutiamo incontrandoci... cara Anna mi scambierò volentieri con te... io prima o poi scriverò su mio padre il romanzo che merita... e su cosa è stata Vecchiano. Per me è il cuore pulsante del mio immaginario, e non per episodica abitazione, qui sta la linfa del mio essere anche se sono a Praga o ad Amsterdam perché li, a Vecchiano, è cresciuto Accio. Per ricordarlo mi firmo col soprannome chiudendo lettere ed a volte gli stessi miei scritti. Dunque un'amicizia su Fb - altre su questo network a volte diventano superficiali nei loro esiti - come la tua è per me un regalo di quasi primavera e mi convincerà a passarci più spesso di quanto faccia. Salutami il Nini e tuo marito. Dalle Alpi della Valtellina... Claudio detto Accio

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Che bello parlare con lei (te), fa sembrare un bellissimo paese anche Ripafratta!!! Per me vecchianese nata e cresciuta, Ripafratta, è solo un luogo dove dormire perché in realtà anche se non ci abito più, io vivo ancora a Vecchiano. Ed essendoci stata fino a 27 anni per 24 ore al giorno posso raccontarle molti aneddoti degli anni '80 e '90 in modo che possa capire quanto sia cambiato (in meglio o in peggio a lei l'ardua sentenza) il nostro caro paese natale e fare dei confronti tra i "vecchi" e i "nuovi" personaggi di spicco che si sono avvicendati sulle panchine di piazza Garibaldi. Ho letto i suo blog e “Vecchiano un paese” e mi piacerebbe trovarci passaggi in cui possa riconoscermi amch'io trentenne. Anna Possenti


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Cara Anna... ti scrivo sulla questione "paese". Come io la intendo. In me non c'è alcuna consolatoria visione verso il passato sempre migliore del presente. Penso il presente Duemila interessante. E lo vedo con la mia età. La letteratura toscana, in particolare, ha scritto molto sul "paese". Strapaese chi lo metteva al centro dell'universo, Stracittà di andava verso le metropoli. Oggi esiste il GLOCALE, globale più locale, e nelle nuove tecniche di comunicazione ma anche scrittura il locale di Vecchiano può diventare Globale in narrazione-immagine-suono! Qui sta il mio mestiere di scrittore-pittore in connubio completo con le nuove tecnologie. Vecchiano, però è, anche come altri paesi limitrofi, ancora custode di storie ed episodi non solo gustosi ma di vita che a volte è poesia. Dunque senza cadere nel folkloristico o nel bozzetto, oggi, una Comunità, un'amicizia web, allargata ad altri reali uomini e donne del paese, può condensarsi anche in qualcosa che è letteratura. Storia. Il weblog "Vecchiano, un paese" il cui titolo viene dal mio libro Feltrinelliano, è aperto. Anzi può benissimo ospitare tuoi contributi. E così la tua età sarai tu stessa a raccontarla. Chi meglio può farlo? scrivi brevi storie. Poi me le spedisci ed io le pubblico. Come faresti per Facebook... soltanto che qui, nel Weblog, avranno un contesto che non scade... A presto, Claudio detto Accio




  

giovedì 28 ottobre 2010

Per una visione e una letteratura minore sull’Olandese Volante

 




PER UNA VISIONE E UNA LETTERATURA MINORE

Da bambino uno dei giochi della banda di Accio era quello dei “Tesori e segreti”. I bambini scavavano una buchetta, della grandezza di una mano, dentro vi depositavano corolle, cartoncini colorati, una faccina ritagliata. Il gioco proseguiva con i bambini che dovevano “raccontare” il segreto del perché la corolla, il cartoncino, la faccina era un “tesoro”. I bambini, e Accio tra loro, raccontavano anche eventi terribili. Però era un gioco, e quella piccola “tombina” evocava fantasmi che una corsa, uno strillo, una fetta di pane strusciata col pomodoro avrebbe cancellato. Ho pensato, stamani a questo gioco, mentre sto diventando l’Olandese Volante, e sono un uomo maturo, con i baffi che imbiancano e le tempie grigie, e ho ferite che mi fanno dolere il petto e fitte evocano anche tremende a notte, e credo che quei lontani “Tesori e segreti” non abbia mai smesso di scavarne. Tante piccole buche e vetri fino a questo del pc on line. La "mia" letteratura minore. Nel mattino d'ottobre sotto al frammento di vetro Accio posa un modellino con le vele sfrangiate da veliero, se l’è fatto da solo… con un guscio di noce, della mollica di pane, uno stecchino da denti, e un ritaglio di stoffa bianca e nera che la Nada, la su’ mamma gli ha dato. E lo guarda soddisfatto. Il suo tesoro. Nessuno della banda ha un tesoro così. Sotto al vetro. E gli amici vogliono saperne la storia. Il segreto. Una letteratura minore anche se Deleuze ancora non lo conosco udiranno da me. Anche se non ho ancora scritto un rigo da nascondere in altri luoghi che non saranno più un orto. Luoghi in una geografia da smarrire europea perché non c’è più l’amata presenza a cui raccontarlo. E' morta. Niente vale quel “tesoro” del bambino e quello dell’uomo perché non ha cambiato la vita.

Non si interrano tesori sotto a un vetro per avere un comando, un riconoscimento, un vassallaggio verso un’autorita, fosse pure un Padre, un Maestro, un Dio, No!, il “Tesoro” se ai bambini piace, se la tua storia li diverte o li commuove, ti riconoscono, proprio mentre racconti, loro “Capitano”. Perché la tua storia è tragica o fa ridere. Non aveva bisogno di critici allora, Accio, per dirne dell’umile bellezza, e neppure oggi sarà concesso questo potere a testualisti che si gingillano con l’interpretazione. All’autore bambino che ero non gliene importa niente. Nessuno si trapiantò tesori nel cuore per poi gettare via la mappa come lui. Con crudele innocenza. Così, oggi, su questo veliero, guardo quanto riluce nella stiva, sono sopra a un vetro, sopra un oceano telematico. Sono l’Olandese Volante. Faccio una letteratura minore da una vita, da quando ero bambino, e sono maledetto. Da un Deleuze mi sarebbe piaciuto conoscere cosa pensava di questo destino. Chi si è provato dopo di lui a spiegare cos’è la letteratura e l'arte, occultanto il delirio del capitalismo, ci ha fatto, spesso, la figura di chi s'imbastisce la propria navicella di poetica navigando in uno sputo di narcisismo  intellettuale. Golette governative a cui non riconosco alcuna autorità. A parte ciò, chiunque, sull’Olandese Volante potrà imbarcarsi avvistare nuove terre e isole e continenti ed essere avvistati come qualcosa che prima non si era visto. O letto. O dimenticato.


Claudio Di Scalzo

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Sono in partenza per la Fiera del Fumetto di Lucca. Torno a casa. A Vecchiano. Ai primi di Novembre, l’Olandese Volante sarà on line. Sul veliero avrò casa. Discuterne con qualche amico che la vita la interpreta da fumettista sarà per me gioia grande.


martedì 12 ottobre 2010

Fabrizio Leoni: Caro Accio hai ricordi sul Cinema Olimpia? Da un messaggio su Facebook

  

                                                   Cds, "Accio sull'argine", acquarello.



CARO ACCIO... RICORDI IL CINEMA OLIMPIA?


Ciao Accio come stai ?
Mi spiace non esserci visti durante la tua permanenza a Vecchiano, in agosto, ma purtroppo il lavoro, le ferie e gli animali non mi hanno lasciato molto tempo libero.
Ti scrivo per chiederti se è possibile avere un tuo recapito telefonico da girare a Sauro Scalzini (il maestro di musica te lo ricordi ?) poichè sta scrivendo un libretto da presentare per l'inaugurazione del nuovo teatro Olimpia che avverrà presto e dove verranno ripercorse con notizie, storie e foto tutte le tappe che i muri del mitico cinema hanno visto ed udito. Si spazia dai personaggi organizzatori di eventi musicali , teatrali e di poesia che si sono avvicendati sul suddetto palco.
Sauro vorrebbe chiederti se hai qualche notizia al riguardo del Teatro che magari hai raccolto nel tempo e immagazzinato nella tua memoria o nei tuoi scritti che magari noi non sappiamo.
Ho usato il plurale perché io nel mio piccolo ho collaborato fornendo notizie per gli eventi e manifestazioni organizzate dal gruppo HOWL... ti ricordi Guccini, Brandurdi, Gaetano a Vecchiano?
Aspettando una tua risposta ti saluto e ti abbraccio nella fierezza di averti conosciuto ed aver condiviso con te la mia adolescenza.

                                            Fabrizio


°°° 


Caro Fabrizio... mi sembra proprio una bella notizia. Che mi dai. In calce metterò le coordinate per raggiungermi. Sì, ho ricordi, anche scritti, ad esempio il premio poesia, l'unico a cui ho partecipato, organizzato dal Carnevale Vecchianese, che vinsi giovanissimo con un poemetto dedicato a Vecchiano. Nella giuria Antonio Tabucchi, Mario Luzi, Piero Bigongiari, Silvio Guarnieri dell'università di Pisa, il critico e amico di Montale. La giuria si sentiva molto "paesana". In trasferta dalla città, dall'Università. Li presi in contropiede con un racconto sliricato in versi mezzo futurista e mezzo crepuscolare. Contro la "Tradizione". Invece di andare alla cena con la giuria portentosa, andai a ballare alla Capannina con il Pazzo, e Tabucchi s'incavolò di brutto. Per la scortesia. Il premio fu un dipinto di Marta della Croce, che conservo ed è molto intenso. Era il 1977. Mi piacerebbe ciò ricordarlo ed eventualmente pubblicare brani di questo poemetto. Che è rimasto inedito. Come la maggior parte di quanto ho scritto. Ma devo ritrovarlo. Il tuo arrivo sembra una simbologia. Stavo per fare “pulizia” tra le scatole e i file. Io butto via quanto a volte scrivo. Ho come Musa anche la Distruzione. In questi giorni penso a Rimbaud. Sarò a Vecchiano dal pomeriggio del 29 ottobre e riparto il lunedì successivo al mattino. Vado alla Fiera del Fumetto a Lucca. A trovare amici disegnatori. Ho il rimpianto di non aver fatto lo sceneggiatore per fumetti, di non aver tentato il disegno da fumettista.
Incontriamoci e così mi parli di cosa inventi. I luoghi, con le nuove forme di comunicazione, possono essere "narrati" e "interpretati". Anche Vecchiano, e soprattutto le nostre storie in esso che hanno, secondo me, una grande originalità. Credimi! Siamo stati una generazione notevole. Importante salvarne la scia. Ognuno con le sue potenzialità. Io tra questi. Non voglio fare lo scrittore, ma, ricordalo, Accio che scrive. Il tu babbo, il Pesciaio e Lalo l'hanno fatto oralmente, al muretto dellOlimpia, in piazza, noi possiamo incrementare "Vecchiano, un paese" anche con qualche scrittarello. Al muretto del web.  A presto, Accio.  discalzo@alice.it